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PROVINCE E QUALITA' DELLA VITA: QUALCOSA NON VA
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Per l’Istat o per certi luminari della Sapienza, non siamo ancora nel novero delle province italiane, che, lo ricordiamo, sono 110 e non 103.
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| Si sono dimenticati di noi, di quelli della Bat, Puglia, profondo Sud. Perché – mi hanno spiegato i diretti interessati – esistiamo da poco, come Monza, del resto, che profondo Sud non è. Comunque per l’Istat o per certi luminari della Sapienza, non siamo ancora nel novero delle province italiane, che, lo ricordiamo, sono 110, e non 103 o 104 come erroneamente battuto da qualche agenzia trattando dell’indagine sulla qualità della vita. 110 includendo nel calcolo anche le province regionali siciliane (che hanno natura consortile), le province autonome di Trento e di Bolzano (che svolgono funzioni regionali e sono in grado di legiferare) e la Regione Valle d’Aosta, che svolge anche funzioni che nelle regioni a statuto ordinario sono svolte dalle province. La provincia di Barletta-Andria-Trani, come quelle di Fermo e Monza – Brianza, istituite nel 2004, sono operative in seguito alle elezioni provinciali di giugno 2009. Fin qui le cifre, oggettive.
Per la cronaca, Italia Oggi vede al top Mantova e Belluno, mentre Napoli è ultima. Va maluccio anche Roma che dal posto n. 29 del 2008 precipita all’82, come Milano (54 da 31). Per quanto riguarda il Sud le prime sono Campobasso al 44/o e la vicina Matera al 48/o. La Bat chi l’ha vista?
Anche nella rispettiva indagine del Sole 24 Ore non c’è traccia di Barletta, Andria e Trani. E da un’analisi appena superficiale emerge, ad esempio, che la qualità della vita a Bari sarebbe di parecchio superiore a quella di Lecce. Ma senza illusioni, perché entrambe sono collocate nei bassifondi della graduatoria. Punti di vista…
Alle mie perplessità ha replicato senza scomporsi Rossella Cadeo, che ha curato il dossier del Sole 24 Ore, con Roberto Del Giudice e Carlo Vaghi: mancanza di dati statistici disaggregati sulla provincia di Barletta, Andria, Trani così come nel caso di Monza. “Noi realizziamo questa classifica – ha aggiunto la Cadeo – da circa 20 anni (cioè da un bel pezzo prima che lo facessero i colleghi di Italia Oggi –ndr) e ci atteniamo scrupolosamente all’indagine Istat. Ad esempio, per le nuove province sarde (Olbia – Tempio, Medio campidano, Carbonia – Iglesias, Ogliastra) l’Istat fornisce dati già da qualche tempo, all’incirca da un anno: ecco perchè si ritrovano nella graduatoria”.
Dal canto suo, il condirettore di Italia Oggi, Marino Longoni, ha esordito con una boutade: “Vengo da Monza che, come avrete notato, non fa parte della classifica pur essendo stata istituita nello stesso periodo della provincia di Barletta Andria Trani”. Poi la spiegazione: “La ricerca relativa alla graduatoria sulla qualità della vita è stata elaborata dalla Facoltà di Statistica Economica della Sapienza di Roma, ma evidentemente su Barletta Andria Trani non c’erano dati disponibili per via della recente istituzione”. Già, ma perchè le quattro nuove province sarde sono già in classifica? E perchè l’Istat non considererebbe nelle sue indagini province istituite dal lontano 2004? Qualche perplessità sulle classifiche diffuse in questi giorni permane. E dispiace che spesso si possano strumentalizzare per fini politici e quant’altro. (Alfredo Nolasco) |
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